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Lo Zaino

Vabbè, il mio zaino poveretto, ha dovuto sopportare tante di quelle battaglie che non è certamente da prendere quale esempio. Né allo stesso modo è da prendere da esempio ciò che metto ci dentro, in quanto l’accompagnamento di gruppi prevede di avere con sé cose che molto probabilmente per te sarebbero inutili, o che quantomeno useresti molto raramente. Un amico Guida Alpina diceva sempre: «se lo zaino di un cliente pesa più del mio, vuol dire che ha sicuramente sbagliato qualcosa»; credo che tale affermazione, da sola, sia sufficiente a rendere chiaro il concetto, anche se nel caso di un Accompagnatore di media Montagna, che non ha con sé corde o attrezzature alpinistiche, va inevitabilmente, ridimensionato.

Qualche consiglio però su cosa portarsi appresso è buona norma darlo comunque, specie a coloro che si avvicinano per la prima volta al fantastico mondo della montagna e dell’escursionismo. L’abbigliamento, le attrezzature, e il delicato argomento dell’alimentazione meritano un discorso a parte, per cui li vedremo in un’apposita sezione.

Lo zaino. Rubare lo zainetto di scuola al figlio, per andare a camminare in montagna, può essere una buona idea quando si è agli inizi, e non si vogliono spendere soldi in qualcosa che non sappiamo ancora se useremo o meno. Una volta però che abbiamo deciso di fare dell’escursionismo “seriamente”, lo zaino è sicuramente l’elemento più importante, subito dopo le calzature. Vediamo allora brevemente come deve essere. Innanzi tutto deve avere la cintura lombare e gli spallacci ben imbottiti perché è sconsigliabile tenere sulle spalle per un’intera giornata qualche chilo, appoggiato esclusivamente su delle “fettucce” come le cinghie di una tapparella. Deve essere robusto, ma il più leggero possibile, e, se possibile, prevedere la possibilità di più scomparti e relativi accessi, in modo da rendere più agevole la ricerca di ciò che serve in quel momento, il quale, e questa è una regola cui non si sfugge, sta sempre nell’angolo più recondito dello zaino. Una capienza di 30 litri è più che sufficiente per le gite di una giornata. Personalmente li preferisco senza tasche laterali, le quali, anche se comode per riporre le più assurde cianfrusaglie, possono costituire un impedimento quando si debba passare in spazi angusti: dove passano le mie spalle, deve poter passare anche il mio zaino. E’ vero, questo è un problema che si pone più agli alpinisti che agli escursionisti, ma anche andando a camminare può capitare che uno zaino troppo largo sia fastidioso. E’ bene, se avete in previsione di usare i bastoncini telescopici, o le racchette da neve, che lo zaino sia dotato di laccioli per agganciarceli nel momento in cui non li usate. Gli stessi laccioli dove sarebbe opportuno evitare di appendere altro, se non per brevi periodi o per assoluta necessità (ad esempio per farle asciugare); possono impigliarsi nelle piante o nelle rocce e diventare causa di grande pericolo.

E adesso che mi sono comprato uno zainetto stramegatecnico da 30 litri, cosa ci metto dentro dei due metri cubi di masserizie varie che vorrei portarmi appresso? Beh, cerchiamo di scindere ciò che è assolutamente indispensabile, da ciò che è meglio avere, da ciò di cui si può fare a meno ma se c’è spazio è meglio portare, ponendo l’attenzione anche sulle cose totalmente inutili che in questi anni mi è toccato vedere negli zaini di alcuni compagni di cammino.

Indispensabile 

-          Borraccia, o in alternativa una bottiglia di plastica. Personalmente preferisco quest’ultima soluzione in quanto la bottiglia pesa poco, è usa e getta (hai mai visto il fondo di una borraccia usata per anni? No? Meglio….) e non mantiene per niente il fresco... esattamente come le borracce più comuni. La borraccia è totalmente inutile se dentro non ci metti l’acqua (mi è capitato di vedere pure questo….)

-          Occhiali da sole con grado di protezione UV pari a 4. In quota la luce è molto più accecante, specie in presenza di neve.

-          Mantellina impermeabile, oppure giacca + copri pantaloni + copri zaino. Personalmente preferisco questa seconda soluzione anche se più ingombrante e più pesante; la mantellina infatti si può impigliare ovunque, spesso impedisce di vedere dove si mettono i piedi e bisogna essere in grado di manovrare di bolina non appena si alza un alito di vento (vedi anche sezione abbigliamento).

-          Pile o maglione. Meglio qualcosa di caldo ma che sia poco ingombrante una volta riposto nello zaino.

-          Almeno il minimo di pronto soccorso: cerotti, antidolorifico, disinfettante. Personalmente aggiungerei i cerotti curativi per le vesciche e l’ammoniaca per le punture d’insetto. Tutto ciò, deve ovviamente esser completato da quei farmaci che tu stesso ritieni più opportuni in base alle tue esigenze più frequenti. Ricorda inoltre che se soffri di patologie particolari (come allergie) sarebbe opportuno che ne informassi l'Accompagnatore o la Guida, non perché ci piace conoscere gli affari tuoi, bensì per poter esserti utili in caso di malaugurata necessità.

-          Telo termico. Quei teli argentati che si piegano e diventano grandi come un fazzoletto. E’ leggero, economico e ingombra molto meno di un plaid o di una coperta, garantendo però un’ottima barriera contro la dispersione del calore corporeo, qualora ve ne fosse bisogno.

-          Guanti e berretto (sempre, anche in estate o alle Cinqueterre: l’esperienza insegna!). Se andiamo sulla neve, dove inevitabilmente si finisce col fare delle battaglie memorabili, è meglio avere un secondo paio di guanti, in quanto quelli bagnati non servono a nulla.

-          Fischietto per segnalazioni di emergenza. Arriva molto più in là e dura molto più della voce.

-          Protezione solare. In montagna ci si abbronza e ci si scotta molto di più che al mare.

-          Coltellino multiuso con gli attrezzi principali (coltello, forbice, seghetto, pinzetta etc); quei coltelli con 50/60 funzioni non servono e pesano una tonnellata.

-          Torcia elettrica, meglio se frontale (da mettere in testa), perché si torna sempre con la luce, ma non si sa mai (indispensabile se si dorme in rifugio, indispensabile in bivacco).

-          Telefono cellulare. Ne abbiamo fatto a meno per decenni, il più delle volte non ha campo e se lo lasciamo acceso riceviamo la telefonata di lavoro nel bel mezzo della gita. Nonostante ciò, il cellulare ha già tirato fuori dalle rogne un sacco di gente e lasciarlo in macchina non mi sembra particolarmente geniale.

-          Se si dorme in rifugio è inoltre obbligatorio il sacco lenzuolo.

Utile ma non indispensabile 

-          Carta topografica, bussola e altimetro. Tutti attrezzi che personalmente reputo più che indispensabili se si è in giro da soli, ma partendo dal presupposto che si sia accompagnati da un Accompagnatore di media Montagna o da una Guida Alpina, diventano completamente inutili. Fra l’altro servono solo a patto di saperli usare.

-          Calze e maglietta di ricambio. E’ sempre meglio avere la possibilità di cambiare le calze in caso di acquazzone o di qualche altra eventualità (ne ho visti tanti infilare un piede dentro il torrente), in quanto camminare con i piedi fradici può diventare un supplizio. La maglietta di ricambio è indispensabile per chi suda molto, tuttavia ho visto anche persone riuscire a tenere la stessa per più giorni senza problemi di sorta, se non quello di stendere una lepre a 200 metri; ma questo è un problema secondario e più che altro sentito dai compagni di viaggio.

Facoltativo

 -          Stringhe di ricambio, o qualche metro di cordino da 3 mm che può servire anche per 1000 altre cose.

-          Accendino o fiammiferi.

-          Spille da balia, in caso mi si sbraghino i pantaloni, 2 o 3, non di più.

-          Un pezzo di nastro telato, nel caso mi si apra uno scarpone. Basta un pezzetto.

-          Notes e matita (le penne al freddo non scrivono), per annotare dati di ogni genere o lasciare eventuali messaggi.

-          Binocolo.

-          Macchina fotografica. Le moderne digitali possono servire, nel dubbio, anche a rivedere da dove siamo passati. Sempre che ovviamente abbiamo scattato foto significative nei punti cruciali.

Quello del come fare lo zaino è un argomento praticamente inesauribile; si poterebbe andare avanti per ore a parlarne, senza tuttavia giungere a una soluzione definitiva, perché ognuno di noi ha nel proprio vissuto delle esperienze che gli consigliano di portare con sé qualche cosa che a tutti gli altri può apparire bizzarra. Quanto fin qui esposto costituisce quindi solo la base dalla quale partire per poi aggiungere tutte quello che può apparirci necessario, ed eventualmente togliere ciò che ci accorgiamo essere inutile, sulla scorta delle esperienze che facciamo lungo il cammino. Descrivo brevemente la mia esperienza, la quale può forse aiutare a partire col piede giusto: al primo week end in bivacco che feci, avevo uno zaino da 80 litri, e tornai a valle con il pattume appeso fuori perché dentro non ci stava; nell’estate 2009 ho fatto un trekking di 4 giorni con uno zaino da 35 litri, l’inseparabile nella foto.


Per ogni dubbio, perplessità o consiglio, ti invito come sempre a contattarmi.

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Qualche piccola modifica e
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si rendono necessarie sia in caso di

Trekking di più giorni

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di Marco Fiorito - Accompagnatore di media Montagna Regione Lombardia