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E se stiamo via più giorni ?

Dovendo pernottare in un rifugio, una o più notti, quanto precedentemente esposto va completato con alcune altre cose  che in un’escursione di un giorno non servono, ma senza esagerare: uno zaino da 40/50 litri, a seconda del numero di giornate, è sufficiente, e vedrai con l’abitudine e l’esperienza riuscirai anche con meno. Vediamo cosa cambia fra un’escursione giornaliera e quella di più giorni.

Tieni presente che il rifugio, tranne qualche caso particolare in cui secondo me è anche fuori luogo parlare di rifugio,  non è un albergo, per cui non ci sono lenzuola nei letti (a volte non ci sono neanche questi ultimi), né asciugamani, né phon o campioncini di doccia schiuma nel bagno. Non c’è la televisione, ne la presa di corrente dove ricaricare il telefonino (per cui lascia a casa il caricabatterie). Spesso non c’è neanche la possibilità di fare la doccia (e qualora ci sia si paga a parte), per cui ci si deve lavare con l’acqua fredda (di solito al limite di solidificazione).  Dobbiamo quindi equipaggiarci  in modo da affrontare al meglio queste piccole scomodità, evitando tuttavia di doverci trascinare per giorni uno zaino enorme e estremamente pesante.

 Per vestirsi

Se stiamo via più giorni, avremmo con ogni probabilità bisogno di cambiare almeno lo strato a pelle.  Come già accennato dove si parla di abbigliamento, l’intimo sintetico si asciuga più velocemente e quindi ci permette di portare meno capi. Personalmente ne porto solo due cambi; quando arrivo in rifugio lavo quello che ho utilizzato, il quale sarà certamente asciutto due giorni dopo. Portare un cambio per ogni giornata di trekking è possibile per un week end, ma improponibile se stiamo via più giorni.

Non è necessario portare con se il cambio di pantaloni, pile, micropile, in quanto questi sono minimamente interessati dal nostro sudore e avere un cambio completo comporterebbe doversi portare un trolley al posto dello zaino. Se si bagnano in seguito ad un acquazzone, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa alla voci “giacca” o “indumenti per la pioggia”.

L’alimentazione

Vale tutto quanto già esposto nell’apposita sezione, con l’evidente necessità di provvedere ai  giorni successivi  (la cena e la prima colazione solitamente le si consuma in rifugio). Si può semplicemente moltiplicare  la dose giornaliere per il numero di giorni del trekking, tenendo però presente che in questo caso diventa imperativo contenere il peso; ecco quindi che le barrette energetiche diventano estremamente vantaggiose. In alternativa è sempre possibile procurarsi il pranzo del giorno successivo facendosi farsi preparere un “cestino”  dal rifugista.

Per lavarsi

Anche in tal caso di contenere peso e ingombro. Dentifricio e spazzolino del tipo da viaggio estremamente ridotti nelle dimensioni e un pezzo (tutto intero non serve) di sapone neutro (inquina meno) con cui lavarci tutto il resto. Se proprio vuoi portare anche lo shampoo, cerca di evitare le confezioni famiglia: mettine la dose che ti serve in una piccola boccetta, oppure procurati quelle praticissime bustine monodose, tipo quelle presenti nei bagni degli alberghi. La raccomandazione, come accennato, è di cercare di far arrivare negli scarichi meno sapone possibile. Per quanto riguarda l’asciugamano, è consigliabile portarne uno molto piccolo, oppure uno di quelli di nuova concezione in microfibra, i quali si asciugano molto velocemente.

Per fare il bucato

Lo stesso sapone che usi per lavarti. Se proprio hai dello spazio da investire, usalo per portare un paio di mollette con cui stendere i tuoi panni: quelle del rifugio (ammesso che ci siano) difficilmente bastano per tutti. Se poi non c’è neanche lo stendino, ecco entrare in causa il cordino da 3 mm consigliato quando si è parlato dello zaino.

Per girare in rifugio

In rifugio non c’è bisogno di essere eleganti la sera, per cui quello che hai nello zaino e che ti serve per l’escursione va più che bene; l’unica altra cosa che ti serve sono le ciabatte, in quanto alle camerate è vietato accedere con gli scarponi. In rifugio di solito ce ne sono parecchie paia a disposizione di chi soggiorna, per cui, una volta che hai trovato sia la destra che la sinistra non hai bisogno d’altro. Personalmente porto le mie personali (molto leggere) perché mi è capitato una volta di non trovarle (il rifugio era pieno) e dover continuamente mettere e togliere gli scarponi ogni volta che avevo necessità di salire in camera era stato seccante, quanto il dover girare in rifugio con i soli calzettoni.

Per dormire.

Obbligatorio il sacco lenzuolo. Appare abbastanza evidente come sia impossibile per un rifugio disporre di lenzuola fresche e pulite ogni giorno, sia per le difficoltà di approvvigionamento idrico cui è spesso soggetto, sia per l’impossibilità di smaltire correttamente grandi quantità di un prodotto chimico altamente inquinante come il detersivo, il quale finirebbe inesorabilmente nella falda acquifera (pensaci anche quando ti lavi o fai il bucato) ; lo è altrettanto,  e per gli stessi motivi che lavare le coperte sarebbe assurdo. Ecco quindi che il sacco lenzuolo diventa l’unico modo per garantire a tutti, noi compresi, di poter dormire a contatto con qualcosa che non  abbia ospitato anche altre decine di persone.

Cosa indossare per entrare nel sacco lenzuolo ?  Qui si apre un mondo di soluzioni; personalmente direi con qualcosa che già abbiamo nello zaino e che ci serve anche per altro. Se proprio non ti va di dormire con qualcosa che già usi durante il giorno, cerca almeno di limitare peso e ingombro dell’abbigliamento da notte: una maglietta e un paio di calzoncini vanno più che bene (tanto di solito c’è abbondanza di coperte);  portarsi il pigiama non è a mio parere una grande idea. 


Per ogni dubbio, perplessità o consiglio, ti invito come sempre a contattarmi.

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di Marco Fiorito - Accompagnatore di media Montagna Regione Lombardia